Il Topo – Metafora teatrale sulla stupidità umana

Photographer: Gianfranco Melocchi

Metafora teatrale sulla stupidità umana

Un interno. Molti piani sotto terra. Una sorta di camera d’attesa, un ambiente claustrofobico. Mescolanza di scene in cui la realtà si sovrappone alle sue trasfigurazioni. Inabissamento corporeo e mentale. Personaggi come spettri e buffoni. Fantasmi deformati nella loro stupidità. Gli attori si scambiano continuamente i ruoli per amplificare l’idea che ognuno ha in sé varie sfaccettature di quel mondo. Accettare questo significa poter scegliere di appartenervi o di liberarsene. Si cercano odiandosi, ritrovandosi si lasciano. Come equilibristi dell’assurdo dipingono un affresco demenziale tinteggiato di potere sesso, politica, corruzione e gamberetti. Se si specchiassero vedrebbero visi di topi. Ma il topo, quello vero, li guarda in silenzio. Aspetta. Sa che presto mangerà.

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